skip to Main Content
Ordine Francescano Secolare Fraternità "Santa Maria Nascente" di Sabbiocello - il Signore ti dia pace
Osare La Speranza – P. Renato Da Monte Mesma, OFM – Capitolo Delle Stuoie OFS Lombardia
  • News

Osare la Speranza

di p. Renato da Monte Mesma, OFM

Capitolo delle Stuoie dell’Ordine Francescano Secolare di Lombardia

Santuario “Santa Maria del Fonte” –  Caravaggio (BG) 24 maggio 2026

 

Nel Capitolo delle Stuoie celebrato al Santuario di Caravaggio, p. Renato da Monte Mesma ha consegnato alla fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Lombardia una meditazione intensa e coraggiosa sulla speranza, una parola che oggi rischia di essere consumata, ma che nella tradizione biblica e francescana conserva una forza capace di trasformare la vita.

Quando la vita spegne la luce

P. Renato parte da un’immagine semplice e potente:
«Immaginate di trovarvi a camminare in una stanza che conoscete bene, ma improvvisamente qualcuno spegne la luce.»

È l’esperienza del limite, del buio, delle periferie esistenziali dove l’uomo tende a chiudersi per paura. Eppure, proprio lì, nasce un movimento interiore: la speranza come primo passo nel buio, non come ottimismo ingenuo, ma come scelta di camminare anche senza vedere.

La speranza nella Bibbia: una corda, un appiglio, una certezza

Nel Primo Testamento la speranza è Tikvah: una corda, un appiglio concreto nel deserto.
Nel Secondo Testamento diventa Elpis: certezza fondata in Cristo, una realtà già iniziata.

La speranza cristiana non è un “andrà tutto bene”, ma una forza che attraversa il dolore e lo trasforma. Gesù non evita la sofferenza: la abita, la ascolta, la redime.

Maria, Maestra di Speranza

Maria non è un’icona distante, ma una donna che ha attraversato turbamenti, smarrimenti, incomprensioni.

  • All’Annunciazione non capisce, ma si fida.
  • Nel Tempio accetta di tornare sui suoi passi.
  • A Cana vede ciò che manca e agisce.
  • Sotto la Croce resta quando tutti fuggono: «Stava presso la croce di Gesù sua madre…»

Maria è la donna che “spera contro ogni speranza”, che non ha bisogno di apparizioni per credere nella Risurrezione perché la sua fede è già radicata nel cuore di Dio.

Portare oggi la sua speranza significa passare dall’accoglienza formale alla logica dell’ospitalità, dove ogni persona diventa epifania del divino.

La Croce e la pazienza: il cuore della speranza cristiana

La speranza non è fuga dal reale, ma capacità di stare nella fatica con la pazienza del contadino che vede il seme marcire per poter germogliare.

La speranza è la vittoria nascosta dentro il fallimento.

Dio non ha altre braccia se non le nostre

Guardando al Crocifisso, p. Renato ricorda che la speranza diventa carne solo quando si fa gesto concreto:

  • una mano tesa,
  • una presenza che sostiene,
  • una comunità che non si chiude.

Se smettiamo di agire, “tagliamo le braccia a Dio” nel mondo.

Francesco: la speranza che nasce dal reale

La vita di Francesco è una metamorfosi della speranza:

  • Sogno di Spoleto: dal dominio al servizio.
  • Incontro con il lebbroso: dall’amaro alla dolcezza.
  • San Damiano: dalla rovina alla ricostruzione, pietra dopo pietra.

La speranza francescana non è un sentimento, ma un cammino concreto, fatto di ritorni, ripartenze, scelte quotidiane.

Ferite d’oro: il Kintsugi della vita

Come nella tecnica giapponese del Kintsugi, le ferite non vanno nascoste: diventano linee d’oro che raccontano una storia nuova.

Tre esercizi per custodire la speranza:

  • Nominare il limite
  • Ricordare il proprio Tabor
  • Coltivare la pazienza

L’“Eccomi” che cambia il mondo

La speranza non è un’emozione, ma una decisione.
Ogni mattina possiamo dire:

«Voglio fare la mia parte… prenditi il mio eccomi.»

È così che la speranza diventa storia, fraternità, testimonianza.

Scarica il documento

Back To Top