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Con Maria, Dentro La Storia: Chiamati Alla Conversione – Catechesi Di P. Pietro Pagliarini, OFM
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Immagine: foto OFS Sabbioncello

In occasione della presenza della statua pellegrina della Madonna di Fatima presso il convento di Sabbioncello, p. Pietro Pagliarini, frate minore e guardiano dello stesso, ha guidato una catechesi che ha aiutato a cogliere il significato profondo delle apparizioni mariane, inserendole nella vita della Chiesa e nella storia dell’umanità.

Fin dall’inizio è stato chiarito che le apparizioni non sono eventi isolati o straordinari da leggere in modo superficiale, ma vanno comprese come parte di una “teologia narrativa”, cioè come momenti in cui Dio lascia tracce della sua presenza personale e libera dentro la storia degli uomini, una storia spesso segnata dal dolore e dal dramma.

Una luce che va interpretata

Le apparizioni non possono essere lette come cronaca o previsione del futuro. Anche la Scrittura, ha ricordato p. Pietro, ha bisogno di interpretazione.

“Non si può chiedere alle apparizioni ciò che non avviene nemmeno nel Nuovo Testamento.”

Il modello per comprenderle è quello dei racconti pasquali:

  • una luce e una bellezza che non appartengono a questo mondo
  • una difficoltà nel riconoscere pienamente ciò che accade
  • una gioia profonda unita al timore
  • il desiderio di annunciare ciò che si è vissuto

In questo senso, le apparizioni uniscono due dimensioni:

  • mistica, fatta di bellezza e gioia
  • profetica, che aiuta a leggere la storia secondo Dio

E proprio per questo mettono in luce anche le mancanze dei credenti, le fragilità della Chiesa e i pericoli presenti nella storia, richiamando tutti a una conversione sempre necessaria.

Maria: madre viva e “sentinella dell’invisibile”

Al centro delle apparizioni c’è Maria, non come figura del passato, ma come persona viva, glorificata, che si prende cura dei suoi figli e del mondo.

“Maria è memoria viva dell’opera di Cristo e della vittoria del Risorto.”

Per questo è stata definita da san Giovanni Paolo II “Sentinella dell’invisibile.”

Maria non cerca mai sé stessa: tutto in lei rimanda a Cristo. La sua presenza è segno dei lineamenti materni di Dio, una presenza concreta che accompagna la storia.

Le mariofanie: quattro tratti essenziali

Pietro ha approfondito il significato delle apparizioni (mariofanie) attraverso quattro caratteristiche fondamentali:

  1. Maria, perfetta discepola Solidale con l’umanità, non cerca la propria gloria: tutto in lei è riferito a Cristo. “In Maria tutto è relativo a Cristo e in dipendenza da Lui.”
  2. L’Assunzione, chiave di lettura Maria è già giunta alla pienezza dell’umanità. Libera dai limiti del tempo e dello spazio, può entrare in relazione viva con l’umanità.
  3. La maternità della Vergine Maria è madre e immagine della Chiesa: in lei vediamo ciò che la Chiesa è chiamata a essere. “La salvezza ha un carattere comunitario: ci influenziamo gli uni gli altri.”
  4. Una figura drammatica

Maria non è estranea al dramma della storia: partecipa alle sofferenze dell’umanità e denuncia le forze che vogliono dominare il mondo.

I pastorelli: piccoli testimoni del Vangelo

I tre pastorelli incarnano tre modalità di risposta a Dio:

  • Giacinta, con l’intercessione e il sacrificio per i peccatori
  • Francesco, con il desiderio di stare con Dio e consolare il suo amore
  • Lucia, con la missione profetica di testimoniare e annunciare

Appartengono alla gente semplice, quella che non controlla la storia ma ne subisce le conseguenze.

“Dio sceglie i piccoli per parlare al mondo.”

La profezia: leggere la storia con gli occhi di Dio

 Il cuore del messaggio di Fatima è profetico. Ma la profezia non è previsione del futuro: è interpretazione della storia alla luce di Dio.

“Il linguaggio del profeta rompe gli schemi, inquieta, richiama.”

Per questo Fatima è stata definita:

  • da Benedetto XVI: “la più profetica delle apparizioni moderne”
  • dal cardinale Marto: “la più forte denuncia del peccato del mondo dopo le Scritture”

Un appello alla conversione

Il messaggio è chiaro e concreto: fermare il male attraverso la conversione.

Già nelle apparizioni dell’Angelo emerge un triplice invito:

  • pregare per chi non crede, non spera e non ama
  • offrire sacrifici per contrastare il male
  • vivere l’adorazione eucaristica come riparazione

“Fermare il male significa colmare le lacune nell’amore.”

La storia si gioca nella libertà dell’uomo: Dio attende una risposta.

Responsabilità e libertà

Un punto importante è il valore della libertà umana. Negarla significherebbe non rispettare le vittime del male.

“La responsabilità è parte della giustizia e della verità.”

Anche la dottrina dell’inferno, ha ricordato p. Pietro, è un richiamo serio alla conversione e alla responsabilità.

Il dramma della storia e la speranza

La visione del “segreto” di Fatima richiama il dramma del Novecento: guerre, persecuzioni, sofferenze, martiri.

Ma dentro questo dramma emerge una certezza: “Non esiste un destino immutabile.”

Come ricordava san Giovanni Paolo II, sopravvissuto all’attentato: “Fu una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola.”

La preghiera e la fede possono cambiare la storia.

La vittoria del cuore

La catechesi si conclude con una delle parole più forti del messaggio di Fatima: “Il mio Cuore Immacolato trionferà.”

Come spiegava il cardinale Ratzinger: “Il cuore aperto a Dio è più forte dei fucili e delle armi.”

Un invito per oggi

Questo messaggio non riguarda solo il passato, ma la vita di ciascuno di noi.

Siamo chiamati a:

  • convertirci ogni giorno
  • pregare con più fede
  • vivere la responsabilità verso gli altri
  • essere segni di speranza

Con Maria, anche noi possiamo leggere la storia con gli occhi di Dio e diventare strumenti di bene, nella semplicità e nello spirito del Vangelo.

Redazione – OFS Sabbioncello

 

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