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Le Dice Gesù: “Sono Io, Che Parlo Con Te” – Meditazione Di Mons. Pizzaballa OFM – IV Domenica Di Quaresima 2020
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Fonte: monastero delle Clarisse di Gerusalemme – 20 marzo 2020

Il brano del cieco nato si apre e si chiude con un riferimento al peccato: vedendo un uomo cieco dalla nascita, i discepoli chiedono perché sia nato cieco, se per il proprio peccato o per quello dei suoi genitori. Al che Gesù risponde prendendo le distanze dalla mentalità comune, e dicendo che la cecità non è la punizione per il peccato di nessuno, né dell’uomo, né dei suoi genitori (Gv 9,2-3).

Alla fine del brano, poi, parlando con i farisei, il tema del peccato ritorna: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane” (Gv 9,41).

Potremmo dire che, alla fine, il discorso sul peccato viene completamente ribaltato: il legame non è più tra il peccato e la cecità, ma tra il peccato e il pretendere di vedere.

Tutto il racconto, infatti, gira intorno ad un ostinato indurimento di cuore degli scribi, farisei e capi del popolo, che hanno occhi e non vedono. Di fronte a loro c’è un’evidenza, ribadita in diversi modi da diversi testimoni: un cieco nato ha riacquistato la vita. Ma loro si rifiutano di vedere.

Interrogano a più riprese l’uomo guarito, interrogano i suoi genitori: ma non lo fanno per accettare il fatto, ma per trovare il modo di negarlo.

Siamo in Quaresima, e il percorso che la Liturgia ci offre in queste domeniche è un percorso di fede.

La fede di Gesù, che nel deserto di affida al Padre.

La fede dei discepoli, che sul monte imparano a vedere il vero volto del Cristo, Messia sofferente.

La fede della Samaritana, che riconosce in quell’uomo che parla con lei il Messia atteso.

E, in tutti questi brani, ritroviamo un elemento comune, ovvero il legame indissolubile che c’è tra il vedere e l’ascoltare: vede solo chi ascolta.

Gesù supera la tentazione rifacendosi alla Parola di Dio (“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”, Matt. 4,4), i discepoli sul monte sono invitati ad ascoltare il Figlio prediletto (“Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”, Matt. 17,5), la Samaritana scopre che il Messia è proprio colui che parla con lei (“Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te»”, Gv 4,26).

Anche oggi, il cieco arriva a credere solo nel momento in cui il Signore gli rivolge la Parola: “Gesù … gli disse:«Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui” (Gv 9,35-38).

I capi del popolo, invece, parlano con tutti, tranne che con Lui. Parlano sempre e solo di Lui, ma non parlano mai direttamente con Lui.

Potremmo dire allora che la fede è avere uno sguardo che nasce dall’ascolto. Chi ascolta solo se stesso, i propri pregiudizi, ad un certo punto smette di vedere e rifiuta l’evidenza: questo è il peccato contro lo Spirito Santo, di cui parla Gesù (Mt 12,32): questo rifiutarsi di vedere l’opera che Dio compie.

L’opera di Dio è il perdono. L’uomo del Vangelo di oggi, infatti, non è nato cieco a causa di un peccato, perché di fronte al peccato dell’uomo, Dio non interviene punendo ma, al contrario, guarendo.

Chi deve difendere la propria immagine di Dio, a cui sono legati i propri privilegi, il proprio potere, la propria ricchezza, le proprie sicurezze, non può vedere altro se non ciò che conferma le proprie tesi. È la storia dell’uomo, da sempre.

Il libro dell’Esodo, ad esempio, che leggiamo in Quaresima, racconta la storia di un uomo, il Faraone, che non riesce a vedere l’opera di Dio nei segni evidenti che Mosè compie a Suo nome. Ed indurisce il cuore, perché, se accettasse di vedere, dovrebbe lasciar libero il popolo che tiene in schiavitù.

La fede ha sempre un prezzo, e il prezzo è smettere di essere il centro di tutto, i padroni della vita propria ed altrui, per accogliere l’opera di un Altro, che è sempre un’opera di liberazione e di salvezza.

+ Pierbattista

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