skip to Main Content
Ordine Francescano Secolare Fraternità "Santa Maria Nascente" di Sabbiocello - il Signore ti dia pace
Novena All’Immacolata – Settimo Giorno. Clarisse Di Gerusalemme.
  • News

fonte: monasteroclarissejerusalem.wordpress.com/blog/

“In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta”.

La madre deve intraprendere questo cammino per seguire quella relazione che le è stata indicata dall’angelo, che non è solo tra le due donne e nelle condizioni del loro concepimento, ma in ugual modo anche nella missione dei loro figli.

Mentre la madre del Signore rivolge il suo saluto, il bambino nel grembo di Elisabetta si muove e con l’agitarsi del bambino in lei, l’azione dello Spirito Santo la pervade, tanto che Elisabetta le rivolge il giusto saluto. Le accade come ai profeti ed anche oggi ai cristiani, che parlano oggi con parole dello Spirito e dicono improvvisamente cose che essi stessi non avevano supposto, che toccano nel profondo anche chi ascolta, in maniera altrettanto istantanea, veloce, inaspettata.

“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo. A che debbo che il la madre del mio Signore venga   a me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”.

Sia la madre che il bambino vengono lodati e benedetti, Elisabetta comprende che entrambi costituiscono un’unità e che questa unità è il risultato di una grazia del tutto particolare che in quel momento investe sia lei che Maria in maniera uguale. Una madre era sterile, l’altra vergine.

Il frutto della madre sterile è Giovanni, il precursore del Signore, che trae anch’egli origine da una scelta di Dio, e vediamo così che Giovanni, anche nel suo concepimento, precorre il Signore e con la sua nascita rimanda a Lui.

La visita, nel più profondo significato, non è una visita di Maria ad Elisabetta, ma un a visita di Cristo a Giovanni.

Facciamo memoria oggi di tutti gli incontri significativi nella nostra vita e vocazione e ci impegniamo a portare nella nostra preghiera le occasioni in cui riceviamo o doniamo luce lungo le nostre strade.

Preghiamo:

Santa Maria, Vergine del mattino, donaci la gioia di intuire, pur tra le tante foschie dell’aurora,

le speranze del giorno nuovo.

Ispiraci parole di coraggio.

Non farci tremare la voce quando, a dispetto di tante cattiverie e di tanti peccati che invecchiano il mondo,

osiamo annunciare che verranno tempi migliori.

Non permettere che sulle nostre labbra il lamento prevalga mai sullo stupore,

che lo sconforto sovrasti l’operosità,

che lo scetticismo schiacci l’entusiasmo,

e che la pesantezza del passato ci impedisca di far credito sul futuro.

Aiutaci a scommettere con più audacia sui giovani,

e preservaci dalla tentazione di blandirli con la furbizia di sterili parole,

consapevoli che solo dalle nostre scelte di autenticità e di coerenza

essi saranno disposti ancora a lasciarsi sedurre.

Moltiplica le nostre energie

perché sappiamo investirle nell’unico affare ancora redditizio sul mercato della civiltà:

la prevenzione delle nuove generazioni dai mali atroci che oggi rendono corto il respiro della terra.

Da’ alle nostre voci la cadenza degli alleluia pasquali.

Intridi di sogni le sabbie del nostro realismo.

Rendici cultori delle calde utopie dalle cui feritoie sanguina la speranza sul mondo.

Aiutaci a comprendere che additare le gemme che spuntano sui rami

vale più che piangere sulle foglie che cadono.

E infondici la sicurezza di chi già vede l’oriente incendiarsi ai primi raggi del sole.

Riportaci alla fede che un’altra Madre, povera e buona come te,

ci ha trasmesso quando eravamo bambini,

(don Tonino Bello)

Back To Top